Prevenzione inefficace, uno svizzero su due è grasso
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Sempre più ciccioni,
ecco tutte le ragioni
PATRIZIA GUENZI


Sempre più ciccioni. Un’epidemia che non si arresta. Malgrado gli sforzi, anche finanziari, di anni e anni di prevenzione. In Svizzera tra il 1992 e il 2017 è raddoppiata la percentuale delle persone obese, dal 5 all’11 per cento. Una piaga dei Paesi ricchi che ogni anno, secondo i dati dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della salute, causa la morte di 2,8 milioni di persone. Chi sopravvive, soffre di patologie associate, come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari o alcuni tipi di cancro. Ironia della sorte, molti più decessi sono favoriti oggi dal troppo che dal troppo poco: le persone non muoiono di fame ma intossicate dal cibo ingerito, inadatto al modo di vivere contemporaneo.  
In Svizzera, il 41 per cento della popolazione adulta è in sovrappeso di cui il 10 per cento obeso. Tra i bambini e adolescenti, quasi un quinto è in sovrappeso oppure obeso. Un costo enorme per la sanità elvetica, che supera di gran lunga gli 8 miliardi di franchi l’anno. Nel 2016 nel mondo, secondo l’Oms, gli adulti in sovrappeso erano 1,9 miliardi, 650 milioni le persone obese di cui 51 milioni al di sotto dei 5 anni. Che dire? La prevenzione forse non basta, oppure, come sostengono alcuni esperti, deve essere "su misura". Nel senso che non tutti i ciccioni sono uguali. Serve invece una presa a carico multidisciplinare specializzata in obesità, genetica, metabolismo, microbiotica intestinale, salute mentale, stato sociale… Perché una caloria non ha sempre lo stesso peso sulla bilancia. "Giustissimo - osserva il dottor Paolo Peduzzi, specialista in medicina per l’adolescenza -. Ogni anno nell’ambito di alcuni progetti seguiamo un gruppo di ragazzi. E ci siamo resi conto che per ognuno di loro l’approccio deve essere diverso".   
C’è poi l’aspetto del marketing alimentare, dei distributori di snack, l’aggiunta di zuccheri complessi e di stimolatori dell’appetito che creano dipendenza sin da piccoli... Una valanga di tentazioni a cui è difficile resistere. Sostenuta dalle numerose e potenti lobby agroalimentari. Per fortuna qualcosa per arginare il fenomeno si sta facendo. In Svizzera, ad esempio, il consigliere federale Alain Berset ha inasprito la lotta contro lo zucchero. Assieme a quattordici produttori e commercianti al dettaglio - tra cui Coop, Migros, Kellogg ed Emmi- ha stabilito di ridurre ulteriormente le zollette negli yogurt e nei cereali per la colazione, prodotti che il consumatore reputa sani. Una misura che coinvolgerà anche altri alimenti entro la fine del 2020.
Generalmente, una persona senza alcun problema di salute si difende dal rischio sovrappeso conducendo una vita sana. Per chi ha tendenza ad accumulare chili diventa particolarmente complicato perderli. Il metabolismo umano è fatto per trattenere i grassi e stoccare energia. Da qui l’importanza di insegnare sin da piccoli l’abc di una corretta alimentazione. La Società svizzera di nutrizione (Ssn) ha elaborato il "disco dell’alimentazione per bambini" che fornisce utili consigli a famiglie e docenti per la preparazione di lezioni scolastiche sull’alimentazione. Promozione salute svizzera elenca i cibi più "pericolosi" e consiglia come sostituire gli alimenti dolci con altri che contengono zuccheri naturali.
Ignoranza, marketing pressante, cattive abitudini... E forse anche un malessere di fondo che spinge molte persone a compensare frustrazioni e insoddisfazioni mangiando. "Spesso una persona che è in sovrappeso soffre di una qualche forma di disagio - spiega Peduzzi -. Ecco perché il sintomo, cioè i chili di troppo, sono sì per tutti uguali ma la cura dev’essere su misura.
p.g.
01.12.2019


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