Secco no dal presidente dell'Anp, Abu Mazen
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I palestinesi bocciano
il piano di pace Usa
R.C.


Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen ha annunciato la rottura di ogni relazione con Israele e la sospensione di tutti gli accordi all’indomani della presentazione del Piano di pace Usa. "Non accetterò l’annessione di Gerusalemme e non voglio passare alla storia come colui che ha venduto Gerusalemme", ha tuonato Abu Mazen citato dall’agenzia Maan, aggiungendo che l’Anp "non accetterà mai gli Usa come unico mediatore al tavolo dei negoziati con Israele".
Ma Abu Mazen non è l’unico ad aver rispedito al mittente il Piano di pace Usa. Anche la Lega araba ha annunciato il rifiuto del piano sul Medio Oriente del presidente statunitense Donald Trump. Per la Lega araba il piano di Trump è ingiusto nei confronti dei palestinesi. L’organizzazione, riunita a livello di ministri degli esteri, ha dichiarato in una nota di avere "respinto l’accordo americano-israeliano poiché non rispetta i diritti e le aspirazioni fondamentali del popolo palestinese". Anche perché i leader arabi avevano promesso "di non collaborare con l’amministrazione americana per attuare questo piano".
Nelle stesse ore i caccia israeliani hanno colpito obiettivi di Hamas a Gaza dopo che dalla Striscia erano stati esposi colpi di mortaio e lanciati palloni incendiari nella giornata di venerdì. Lo riferisce l’esercito israeliano. Tra gli obiettivi colpiti, si afferma, "un deposito di armi e una infrastruttura sotterranea". Non si ha notizia di vittime.
Contro il progetto di pace di Trump nei giorni scorsi si è espresso anche il presidente iraniano Hassan Rohani su Twitter, dopo che la Guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, aveva già duramente condannato l’iniziativa americana. "Quello proposto da Donald Trump su Israele e Palestina è il piano più spregevole del secolo", ha scritto Hassan Rohani. Sempre via Twitter è giunta la bocciatura del ministro degli esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, che ha definito il piano "un'autostrada per l’inferno". Allo stesso modo, duro è stato anche il commento del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. "I Paesi arabi che sostengono il piano di Donald Trump su Israele e Palestina commettono un tradimento verso Gerusalemme, verso il proprio popolo e verso tutta l'umanità", ha sostenuto Erdogan in un discorso ai membri del suo Akp. Il presidente turco ha elencato alcuni di questi Paesi. "L’Arabia Saudita è rimasta in silenzio. L’Oman e il Bahrein lo stesso. Il governo di Abu Dhabi applaude. Vergogna! Vergogna!", ha detto Erdogan.
Il piano di pace di Trump per il Medio Oriente prevede la soluzione dei due Stati con Gerusalemme est capitale della Palestina, dove gli Usa intendono aprire un’altra ambasciata e investimenti per 50 miliardi per i palestinesi. Quanto allo Stato ebraico, si propone di congelare per 4 anni gli insediamenti ebraici, raddoppiando i territori palestinesi, anche se per il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, gli Stati Uniti riconosceranno gli insediamenti ebraici in Cisgiordania come parte di Israele.
02.02.2020


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