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Alec Ross
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"La Svizzera è tra i Paesi
più innovativi al mondo"
FEDERICO BASTIANI


Alec Ross, 49 anni, ha svolto la funzione di senior advisor all’innovazione per Hillary Clinton, un incarico creato appositamente per lui quando l’ex First lady divenne Segretario di Stato. Prima di quest’esperienza aveva lavorato come coordinatore per le politiche sulla tecnologia e i media nella campagna elettorale di Barack Obama. Il suo lavoro presso il dipartimento di Stato americano consisteva nel modernizzare la diplomazia. Ha svolto quest’incarico fino al 2013 per dedicarsi poi alla creazione di un "venture capital" senza trascurare la carriera accademica. È stato professore alla Columbia University ed è arrivato in Italia, per un anno, come visiting professor alla Business School di Bologna.
    Ross è nel suo ufficio vicino alla sede dell’Università di Bologna, ma frequentemente visita la Svizzera, Paese per il quale nutre profonda ammirazione. "Sono nel board di Kudelski Group per questo ci vado spesso ma ritengo anche che sia uno dei Paesi più innovativi al mondo, produce molte componenti di innovazioni che usiamo tutti i giorni. È un’eccellenza per l’ingegneria, mi sto occupando anche di questo nel mio prossimo libro".
Il suo primo libro  è stato un best seller internazionale, "Il nostro futuro, aiuta ad interpretare i cambiamenti della nostra società". Dice Ross: "Se devo pensare a una forma di capitalismo migliore, penso alla Svizzera, apprezzo molto il sistema di formazione elvetico e d’introduzione delle professionalità nel mondo del lavoro". Alec Ross è anche molto legato all’Italia. I suoi nonni sono emigrati abruzzesi negli Stati Uniti, tornati successivamente a vivere in Italia e questo gli ha permesso di trascorrere tre anni della propria adolescenza studiando poi Storia Medioevale all’Università di Bologna. "Ho sempre creduto che in Italia ci fosse una ricchezza non solo culturale ma anche creativa. Credo che le grandi innovazioni del prossimo futuro metteranno insieme tecnologia e umanesimo, per questo sono ottimista sul futuro di questo Paese, basta guardare alla storia dell’Italia".
A volte viene il dubbio che tutto il progresso che abbiamo non comporti necessariamente benessere collettivo, sentiamo spesso la frase "si stava meglio quando si stava peggio".
"Sì - afferma Alec Ross - ho sentito questa frase e penso che sia tremendamente sbagliata. Chi pensa che si stesse meglio prima dovrebbe pensare di essere già deceduto. Quando sono nato io, l’aspettativa di vita in Italia, per fare un esempio, era 10 anni meno di oggi. Quando sono venuto in Europa negli anni ‘90 era raro vedere un cielo blu, stavamo combattendo con l’inquinamento, la benzina al piombo. Il fatto è che quando si guarda indietro, si vedono solo le cose positive".
Eppure è innegabile che la pandemia mondiale stia cambiando il mondo e la direzione sembra incerta.  "Pablo Picasso diceva che ogni creazione avviene con un atto di grande distruzione. La pandemia ci ha riconnessi e ci ha dato il tempo di pensare al futuro ma allo stesso tempo i piccoli business hanno sofferto la concorrenza di Amazon". Ross sostiene che il momento che stiamo vivendo è importante per guardare avanti. "Non si dovrebbero, ad esempio, usare i fondi europei per riportare l’Italia, per fare sempre un esempio, dove era prima, bisognerebbe piuttosto investire in infrastrutture, guardare avanti".
Alec Ross ha trascorso 1.412 giorni alla Casa Bianca lavorando al fianco di Hilary Clinton ma non solo. Ha vissuto un periodo molto eccitante lavorando con le migliori intelligenze del Paese con tante persone motivate ma non sono mancate anche le delusioni. "Nel periodo in cui ho lavorato alla Casa Bianca, i Repubblicani controllavano il Congresso quindi ogni cosa che proponevamo veniva trasformata in una battaglia politica ideologica inutile, è stato frustrante in molte occasioni".
Ross è soddisfatto sul risultato delle elezioni negli Stati  Uniti, è convinto che Joe Biden sia la persona giusta al posto giusto. È un po’ paradossale che il primo Paese al mondo per tecnologie, utilizzi ancora il voto postale. Dall’altra parte l’utilizzo dei "big data" sono stati al centro di scandali in Usa, basta pensare a Cambdrige Analytica. "Chi critica i "big data" non credo sappia di cosa stia parlando. È vero che il progresso richiede in parte una governance ma non dimentichiamoci che siamo noi a scegliere quali dati fornire nel web. Vogliamo usare il navigatore in auto ma non vogliamo far sapere a Google dove siamo? Mi sembra patetico".
Ross nel 2018 ha tentato la propria avventura politica candidandosi a governatore del Maryland senza successo. "Devo dire - racconta - che la politica mi piace ma non quella delle lotte, dei sondaggi, dei numeri, mi piace quello che c’è dopo, quando bisogna agire".
20.03.2021


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