Alex Zanotelli
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"Dall'Africa a Napoli
sto sempre coi poveri"
FRANCESCO ANFOSSI


Padre Alex Zanotelli, anche oggi che ha 81 anni, non ha cambiato il suo piglio combattivo. Anche oggi che cammina per le strade di Napoli l’abbigliamento è lo stesso di quando era missionario in Kenya: le magliette sgargianti nello stile africano, il foulard arcobaleno, la croce al collo. L’attore Marco Paolini definisce il missionario comboniano "un Francesco D’Assisi solido come un faggio trentino". "Non parliamo di me - esordisce - parliamo del grido soffocato dei poveri, che non ci dovrebbe lasciar dormire. I poveri sono l’Icona del Dio Vivente, il Sacramento di quel povero che era Cristo". Ma parlare di Zanotelli è come parlare dei poveri: è esattamente la stessa cosa.
La sua stessa biografia è la storia del suo impegno al servizio degli ultimi. "Io sono le persone che ho incontrato", ripete spesso. Il futuro padre Alex entra giovanissimo in seminario e viene mandato dai padri comboniani a completare gli studi di Teologia in America, a Cincinnati. Dal 1965 al 1973 lavora come missionario nel Sudan meridionale martoriato dalla guerra civile. Denuncia le ingiustizie con le sue prediche veementi contro la corruzione nel governo locale, e rischia la pelle, anche per la sua simpatia per il popolo nuba. "Purtroppo - commenta nel ricordare quei giorni lontani - nulla sembra propiziare tempi migliori: i poveri sono sempre più poveri, le grandi masse dei diseredati arretrano, a Nairobi come a Salvador de Bahia, a Johannesburg come a Manila. Gli aggiustamenti strutturali voluti dal Fondo Monetario Internazionale vengono pagati pesantemente dai poveri".
Il periodo in cui diviene celebre in tutta Italia per le sue posizioni è quando diviene direttore del mensile della sua congregazione: Nigrizia, trasformato da  informazione religiosa a periodico di informazione socio-politico sulla situazione africana. Zanotelli svela il commercio delle armi rivelando gli interessi dell’Italia ai traffici, la lottizzazione dei progetti di sviluppo, fino all’apartheid in Sudafrica. In questo periodo, ispira e fonda con altri il movimento Beati i costruttori di pace.
Nel 1987 lascia Nigrizia (anche per pressioni delle autorità ecclesiastiche) e viene mandato a Korogocho, baraccopoli infernale della capitale del Kenia Nairobi. "A Korogocho io e i miei confratelli scoprimmo subito che ci sono poveri più poveri degli altri, gruppi emarginati all’interno della stessa baraccopoli, come la comunità del Mukuru, che significa discarica, e che è composta di gente che vive raccogliendo rifiuti".
Nel 2001 si trasferisce a Napoli, nel popolare quartiere Sanità, il quartiere di Totò. Sembra un pensionamento ma non lo è per niente. Abita in una piccola casa ricavata dentro un campanile. Ha un solo obiettivo di fondo: "Aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia. Solo ora, dopo tanti anni di presenza tra i "bassi" di Napoli, nel Rione Sanità una delle periferie interne di questa città di cui tanto ha parlato papa Francesco, riesco a capire quanto sia complessa la situazione e quanto sia difficile essere missionario in questi luoghi a volte più difficile che nei villaggi africani. Ci sono muri invisibili che separano le tante Napoli, quartieri bene e periferie, spesso preda della camorra". In questo contesto il religioso comboniano continua a far sentire la sua voce critica. Da anni Zanotelli si batte per evitare la privatizzazione dell’acqua, partecipando a conferenze, eventi e marce in tutta Italia. È in questi frangenti che conosce Beppe Grillo, il futuro fondatore del Movimento Cinque Stelle, oggi alleati con la Lega di Salvini, nel 2004 scrive anche la prefazione di un suo libro. Poi, come è noto, cambiò idea. Il suo movimento è alleato del partito anti-immigrati della Lega Nord. Padre Zanotelli, che ha conosciuto Grillo proprio a Napoli ed è stato suo amico per anni (i due non si sono più sentiti dopo l’entrata in politica del comico)  oggi invita Grillo a "non tradire i valori in cui credeva. I deputati del Movimento 5Stelle appoggiano la politica di Salvini. Per cui davvero per me è molto grave che Grillo non richiami i suoi alla visione solidaristica che lui stesso aveva".
07.04.2019


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