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Analisi sul difficile rapporto tra il Paese e il Palazzo
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"La politica e noi?
C'è un cortocircuito"
BERTAGNI, GUENZI, SPIGNESI


Un piccolo triangolino. È quanto rimane di un manifesto elettorale appeso a un muro di Viganello. Qui, la politica se n’è andata, ha lasciato il posto a una pubblicità di un’assicurazione. Altrove non è sempre così. Altrove capita che un consigliere di Stato risponda ai cittadini, come ha fatto Manuele Bertoli, di sua iniziativa, dopo la pubblicazione domenica scorsa sul Caffè di otto lettere. Otto proposte di cittadini comuni al Consiglio di Stato. "Se qualcuno mi scrive cerco sempre di rispondere. È un gesto di cortesia e vicinanza", dice il ministro. Vero è che "oggi - spiega Andrea Pilotti, politologo e docente all’Università di Losanna - viviamo un paradosso. Perché abbiamo più strumenti di dialogo tra cittadini e politici, pensiamo all’immediatezza dei social o alle email, ma non sempre vengono sfruttati in pieno".
Vicina o lontana. Non sempre è facile definire la distanza tra popolazione e politica. "Non ha senso parlare di vicinanza o lontananza della politica - è il pensiero di Giorgio Zürcher dell’Associazione cittadini per il territorio di Viganello -. È più semplice di quanto sembri: la politica è lontana se prevalgono le beghe o gli interessi personali, quando non antepone i propri interessi davanti a quelli della popolazione".
Giovanna Pini, membro del comitato di quartiere Associazione Rivapiana Minusio, è ancora più netta. "C’è poca informazione, poca comunicazione. Spesso i cittadini sono in difficoltà, non sanno a chi rivolgersi per risolvere i loro problemi. Insomma, sentiamo i politici abbastanza distanti. Anche il Municipio non invita mai la popolazione a presentare dei progetti, delle idee, non la ascolta. Sembra poco interessata a ciò che la popolazione ha da dire".
D’altro canto, quando la politica coinvolge, quando presenta progetti e idee, emergono comunque criticità. "Il dialogo tra politica e cittadini avviene anche con le procedure di consultazione - ricorda Bertoli -. Alcune volte ho però notato che le critiche non riguardavano il progetto in sè ma la procedura. Si metteva insomma in discussione come era stata o non era stata fatta la consultazione e in alcuni casi si chiedeva di partecipare alla consultazione quando ancora un progetto vero e proprio ancora non c’era".
Un cortocircuito. Così lo definisce Pilotti. "Un cortocircuito dato dall’abbondanza di messaggi e informazioni che alla fine non va a colmare lo scollamento tra esigenze e spinte della società civile verso la politica". Non è sempre stato così. "Un tempo per parlare con un politico si passava da segreterie o dai partiti - racconta ancora il politologo - oggi ci sono strade differenti che tuttavia non sempre portano ad allacciare legami reali che favoriscono il dialogo".
Marco Imperadore, presidente della Commissione quartiere di Pregassona ha una sensazione. E non è positiva. "Negli ultimi anni ho l’impressione che la politica ci abbia un po’ abbandonati. Poca considerazione, poco interesse nei nostri confronti. Eppure siamo una commissione molto attiva, un ex comune di 9.500 abitanti, molto grande. Abbiamo fatto molto, eppure a volte è come se non esistessimo".
La risposta prova a fornirla Bertoli. "La verità è che non esiste un ‘misuratore’ della vicinanza, uno strumento per valutare il coinvolgimento che uno ha, più o meno, nei confronti della politica. Può variare a dipendenza delle singole sensibilità".
Dunque si progetta, si fa, ma a volte si ha comunque la sensazione di essere distanti. "Sarà forse perché il dialogo, l’interazione politica-società viene spesso percepita come una illusione - riprende Pilotti -. Inoltre, la quantità non sempre corrisponde alla qualità. E non parlo solo di persone impegnate nelle istituzioni, ma anche di candidati che in alcuni casi - come è successo - riescono a postare frasi dove citano in un solo colpo i peggiori dittatori della storia". Sui candidati, Imperadore ha un’idea chiara. "Non basta fare un aperitivo in campagna elettorale. I politici arrivano quasi sempre solo se chiamati in causa. Dovrebbero esserci sempre, essere vicini ai cittadini".
abertagni@caffe.ch
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15.05.2021


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