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Da Chiasso a Bellinzona crescono le iniziative green
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L'onda verde ticinese
combatte la plastica
ANDREA BERTAGNI


Un’onda verde contro la plastica si è alzata da Chiasso all’inizio di quest’anno. E non si è più fermata. È partita dal "basso", da un carnevale, Nebiopoli, che imponendo l’uso dei bicchieri riutilizzabili ha ridotto dell’80% i rifiuti. Una vittoria. Che ha spinto le altre città ad accelerare i tempi. Bellinzona per la festa del 1° agosto ha distribuito 2.500 porzioni di risotto e luganighe su piatti biodegradabili. Anche forchette e bicchieri erano "green". Il test è stato un successo. E presto potrebbero essere messe a punto specifiche linee guida per le manifestazioni pubbliche.
Tutto bene, dunque? Quasi. "Anche se sono stati fatti passi avanti - dice Daniele Polli di Okkio, l’osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti -  nell’80% delle feste non c’è ancora la giusta sensibilità. I giovani sembrano avere un’attenzione maggiore verso l’ambiente". Vero è che sempre a Bellinzona, da inizio anno, gli abitanti possono acquistare un sacco a 2 franchi e 15 centesimi per la raccolta differenziata della plastica. "È un’ottima iniziativa - commenta Polli -. Ecco perché il Cantone dovrebbe lasciare maggiore spazio ai Comuni senza intromettersi troppo". Il progetto non è un caso isolato. Anche Ponte Capriasca, Alto Malcantone, Losone, Tenero e Terre di Pedemonte da quest’anno hanno dichiarato guerra alle plastiche domestiche.
Il 2019 sarà dunque ricordato come l’anno della lotta alla plastica. Nei fatti, ma anche nelle intenzioni. Dei politici perlopiù. Che a Chiasso sono stati il motore dell’operazione Nebiopoli. A Lugano Tiziano Galeazzi in marzo ha inoltrato un’interrogazione al Municipio di Lugano per chiedere di seguire l’esempio di Chiasso. Allargando l’uso di bicchieri riutilizzabili anche agli eventi organizzati da privati su suolo pubblico. A Locarno, sempre quest’anno, è stato il consigliere comunale Marko Antunovic a chiedere di vietare l’utilizzo della plastica monouso in tutti gli edifici pubblici, in tutti i luoghi in cui l’amministrazione è coinvolta, come nelle scuole e nelle case per anziani, e in tutti gli eventi organizzati dalla città. A Locarno, durante il Film Festival, alcuni locali hanno già cominciato a usare cannucce di carta al posto di quelle classiche. Alla Rotonda sono stati usati bicchieri riutilizzabili. Stessa cosa durante i concerti di Moon and Star.
L’idea di rinunciare alle stoviglie in plastica nel 2019 ha avuto una "ricaduta" anche nella politica cantonale, spingendo il gruppo Mps-Pop-Indipendenti in Gran Consiglio a sollecitare l’elaborazione di precise norme che vietano l’utilizzo di stoviglie non biodegradabili nelle manifestazioni pubbliche. Non la pensa però così il Consiglio di Stato, che rispondendo nel 2018 a una petizione di Okkio aveva stabilito che l’introduzione di un obbligo d’impiego di bicchieri e stoviglie riutilizzabili viene considerata una misura sproporzionata e di difficile applicazione. Tutto ciò anche se tempo fa il Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile aveva preparato una sorta di manuale sull’utilizzo di stoviglie multiuso durante le manifestazioni pubbliche. La posizione del Governo non convince però Daniele Polli. "Lasciare la possibilità senza imporre un divieto è come credere a Gesù Bambino - sostiene l’animatore di Okkio - ecco perché noi continueremo a batterci con convinzione per la sensibilizzazione di iniziative utili all’ambiente".
Maggiore impegno nel riciclaggio. È quanto hanno chiesto lo scorso maggio anche otto deputati in Parlamento, secondo i quali la percentuale dei prodotti riciclati è appena del 9 per cento. E bisogna intervenire. Come? Allineandosi con quanto stanno facendo, ad esempio, i comuni con la raccolta differenziata delle plastiche.
Nel frattempo diverse aziende pubbliche, come ad esempio l’Ente ospedaliero cantonale, utilizzano sempre più stoviglie e altro materiale non di plastica. Dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs), inoltre, fanno sapere che nelle mense scolastiche ticinesi non si è mai usata plastica usa e getta, che invece viene ancora utilizzata, sostiene Okkio, in alcune strutture per anziani.
Nel privato non mancano poi le aziende che stanno bandendo le bottiglie di "pet" e i bicchieri di plastica. Come Novartis. O la banca Ubs che ha annunciato di voler vietare i bicchieri in plastica per il caffè. Nestlé, invece, si sta impegnando a eliminare la plastica monouso da tutti i suoi 4.200 stabilimenti e uffici sparsi per il mondo. Credit Suisse dal canto suo utilizzerà soltanto monouso biodegradabili. Mc Donald’s, presente in Svizzera con oltre 135 ristoranti, sostiene di informare i clienti e di cooperare con le autorità per ridurre il materiale di imballaggio.
abertagni@caffe.ch
22.09.2019


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