La Hupac di Chiasso è sbarcata all'interporto di Novara
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Un colosso svizzero
per le merci in Europa
GIANFRANCO QUAGLIA


La Svizzera "conquista" un lembo del Nord Italia e crea un avamposto in Piemonte, destinato a riscrivere la storia dei trasporti su rotaia in Europa. Ha visto lontano il colosso elvetico del trasporto intermodale Hupac: mentre in Italia si discute ancora sul futuro della Tav (la linea ad alta velocità con la Francia, contestata in Val di Susa), gli svizzeri, attraverso la controllata Combiconnect, hanno messo le mani sul Cim (Centro intermodale merci) di Novara, l’interporto più importante del Nord Italia, secondo per movimentazione soltanto a quello di Verona. La società con sede a Chiasso si è infatti aggiudicata le quote azionarie messe in vendita da Finpiemonte partecipazioni (30,06%) e da Sito (13,8%), consolidando la propria posizione in Italia dove è già operativa con i poli di Busto Arsizio (Varese), Piacenza e Pordenone.
Operazione strategica, che prelude anche all’acquisizione delle restanti quote attualmente in capo a Comune e Provincia di Novara, titolari di un diritto di recesso: con questo ulteriore passo Hupac diventerebbe l’azionista di maggioranza, con il controllo assoluto del centro. Non è cosa da poco se si considera che da sempre il Cim, alla periferia del capoluogo novarese e a pochi passi dal casello autostradale della Torino-Milano, è un punto nevralgico del sistema logistico e dell’intermodalità europea. Basta dare uno sguardo alla cartina geografica per comprendere il respiro dell’operazione e le ricadute economiche. Il terminal di Novara si trova sulla direttrici dei due principali corridoi di comunicazione Nord-Sud e Ovest-Est. È il punto di riferimento per le merci in arrivo e in partenza fra i due porti Rotterdam-Genova (corridoio 24) e - se realizzata la Tav - è destinato a diventare il terminale centrale del collegamento Lisbona-Kiev (corridoio 5).
Massimo Arnese, amministratore delegato di Crosstec, la società costituita dal Cim per gestire tutti gli aspetti di logistica telematica, spiega: "Già oggi l’interporto novarese è il nodo d’eccellenza per il traffico merci proveniente dal Nord Europa, in particolare Francia, Belgio e Olanda, per la distribuzione in Italia anche di merce proveniente dal Mediterraneo via nave che approda ancora nei porti del Nord Europa e poi scende verso Sud via ferrovia".
In cifre: 200 treni a settimana, 180 mila unità di trasporto fra casse e container movimentati ogni anno, 750 operatori che lavorano su un’area di 805 mila metri quadrati destinati a crescere: 74 mila metri quadrati destinati alla logistica, 4 terminal intermodali, una quarantina di società italiane e straniere.
La costruzione della Tav aumenterebbe la capacità dello scalo, perché attualmente i container smistati da Novara non possono andare a Lione via Modane, ma solo verso il Nord Europa.
Hupac, che prima di questa operazione deteneva una piccola quota azionaria in Cim (4,41%), già nel 2018 aveva gestito 120 mila unità intermodali a Novara, sfruttando il collegamento diretto tra Genova e la Svizzera attraverso le direttrici Lotschberg-Sempione e Gottardo. Con questa maggiore presenza la società svizzera punta ora a gestire 70 coppie di treni settimanali destinati in Germania, Benelux, Danimarca, Svezia.
18.08.2019


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