Le tredicesime, ma non solo, spingono le vendite
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Milioni per le Feste
più consumi e affari
ANDREA STERN


Valgono più di 600 milioni di franchi le tredicesime incassate dai lavoratori ticinesi. O meglio da quel 70% di lavoratori che a dicembre riceve una mensilità in più. E si stima che circa 200 di questi milioni verranno reimmessi nel circuito economico per le feste natalizie. In primo luogo per i regali da mettere sotto l’albero. Per questa voce di spesa, secondo uno studio della società di consulenza Ernst & Young, i ticinesi sborseranno quest’anno più di 80 milioni di franchi. A questa cifra vanno aggiunte le spese per la ristorazione, per il divertimento e per le vacanze. Si arriva subito appunto a circa 200 milioni che possono indicativamente rappresentare il "valore" del Natale ticinese.
"Gli indicatori sono al rialzo grazie alla fiorente economia svizzera - sostiene Martin Gröli, autore dello studio -. Nel periodo natalizio il commercio al dettaglio dovrebbe realizzare delle vendite molto buone". Gli operatori sono però un pelo più prudenti. "Contiamo molto sul periodo natalizio ma le premesse non sono più favorevoli come una volta - afferma Lorenza Sommaruga, presidente della Federcommercio -. Soprattutto a causa dell’e-commerce e dei saldi. Comunque per i piccoli negozi come il mio, a dicembre si incassa quasi il doppio rispetto a un mese qualunque". Anche per la grande distribuzione "dicembre vale due mesi di fatturato", sostiene Enzo Lucibello, presidente della Disti. E questo nonostante la crescente concorrenza. Lo studio di Ernst & Young evidenzia che più di un quarto degli svizzeri fa almeno una parte del suo shopping natalizio all’estero. Mentre il 28% acquista almeno una parte dei suoi regali online.
Una concorrenza, quella di internet, che risparmia la ristorazione. In questo settore a portare via clienti possono essere solamente gli esercenti della vicina Italia. Ma nel periodo natalizio sembra di capire che ci sia lavoro per tutti. "Il mese di dicembre garantisce il maggior indotto del semestre invernale – spiega Massimo Suter, presidente di Gastroticino -. A dipendenza della struttura, può essere addirittura il miglior mese dell’anno". Grazie al Natale, al Capodanno, ma anche alle cene aziendali. "Per noi sono un’ottima vetrina – afferma Suter -. Ci sono persone che scoprono un ristorante in occasione della cena con i colleghi e poi ci tornano insieme alla famiglia".
A generare indotto sono anche i vari mercatini natalizi, come pure le piste di ghiaccio temporanee. Il 32% degli svizzeri sostiene che queste manifestazioni invogliano a recarsi in città e quindi a fare shopping anche nei negozi dei centri. "Il nostro villaggio natalizio attira oltre 150mila visitatori - afferma Samanta Bourgoin, copromotrice di Locarno on Ice -. Siamo stati i primi in Ticino, ormai 14 anni fa, a mettere una pista in piazza durante le feste natalizie. La nostra iniziativa nasce per offrire un Natale caloroso, la definiamo un antidepressivo sociale". La pista di ghiaccio, pur non essendo redditizia in sè, dinamizza anche Mendrisio. "La nostra struttura in Piazzale alla Valle ha un seguito importante - dice Paolo Dainelli, capo dicastero sport e tempo libero -. L’affitto dei pattini e i corsi di pattinaggio non coprono le spese, perché i prezzi sono modici e l’entrata è gratuita. Ci dobbiamo quindi appoggiare agli sponsor. Ma l’indotto indiretto della pista è sicuramente interessante per tutte le attività del centro cittadino". Discorso simile a Bellinzona, dove "ogni anno si registrano tra 50 e 70mila passaggi - spiega Christian Paglia, capo dicastero opere pubbliche -. Per noi è stata un po’ una novità assumerci la gestione della pista, dopo che l’esperienza era iniziata con alcuni privati. Ed è grazie all’apporto di sponsor che riusciamo a organizzare questa attività apprezzata dalla popolazione. Tra le novità di quest’anno c’è anche una pista di gommoni per i più giovani. Si può che dire che a Bellinzona abbiamo fatto un passo dopo l’altro".
Le vacanze natalizie fungono poi da motore anche per il turismo. Che in inverno in Ticino significa piste da sci. "Le due settimane di Natale sono la chiave della stagione invernale - osserva Andrea Rinaldi, responsabile marketing impianti di risalita di Airolo -. La gente quest’anno ha voglia di sciare. Ci aspettiamo una buona affluenza".
A beneficiare della maggiore generosità nel periodo natalizio sono infine anche le chiese. "Sì - conferma don Pierangelo Regazzi, arciprete di Bellinzona -, constatiamo un aumento delle donazioni. Sarà magari anche per la maggiore disponibilità economica legata alla tredicesima. Ma io penso che sia soprattutto perché nell’anima di tutti, fedeli e non fedeli, c’è una sensibilità si esprime più facilmente quando si ricorda la nascita di Gesù. Il Natale spinge alla riflessione e quindi all’espressione della generosità che è in ognuno di noi". Infine anche don Italo Molinaro, parroco della basilica del Sacro Cuore di Lugano, riconosce che nel periodo natalizio le persone sono più disposte a contribuire a progetti concreti, come le numerose collette promosse dalla chiesa a favore dei Paesi più poveri. "È il momento in cui le persone guardano nel proprio cuore - afferma - e riflettono sul valore del dono. Ma la generosità non è legata alle risorse economiche. D’altronde a essere più generosi sono spesso le persone più povere e umili. O gli anziani, che la tredicesima non la ricevono neppure".

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02.12.2018


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