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Il programma delle Nazioni Unite sospeso in 70 Paesi
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Falliti gli obiettivi Onu
su sostenibilità e salute
LORETTA NAPOLEONI, ECONOMISTA


Che ne è del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile del pianeta, la cosiddetta agenda 2030 formulata nel 2015? Ebbene il bilancio non è affatto positivo. Recentemente l’Onu ha ammesso che la pandemia ne ha compromesso tutti i 17 obiettivi. Per alcuni esperti e ricercatori, poi, alla luce del Covid-19 il programma del 2015 è superato, c’è bisogno di una nuova agenda, più aderente, che tenga in considerazione l’avvento in un futuro non troppo lontano di altre pandemie. In altre parole, il virus è diventato l’ostacolo maggiore per lo sviluppo equilibrato ed equo del pianeta. I dati confermano questa triste conclusione.
Alla fine del 2019 due dei 17 obiettivi dell’agenda 2030 erano prossimi alla realizzazione: l’eliminazione delle morti prevenibili nei neonati e nei bambini sotto i cinque anni e l’accesso alla scuola primaria. Il coronavirus ha rimesso indietro le lancette del tempo di diversi decenni: all’inizio del 2021 il programma di vaccinazione dei bambini è stato sospeso in ben 70 paesi e con la chiusura delle scuole il 90 per cento degli studenti mondiali, circa 1 miliardo e 57 milioni, sono rimasti a casa. Se nel ricco occidente la tecnologia ha fatto sì che si potesse continuare ad imparare ed a studiare a distanza, nei paesi poveri i bambini hanno semplicemente smesso di farlo.
Anche il progetto di promozione dell’eguaglianza di genere e dell’emancipazione delle donne ha subito una battuta d’arresto. In primis, i lockdown hanno aumentato gli abusi domestici ed in secondo luogo hanno impedito alle donne l’accesso ai servizi sociali per la prevenzione delle nascite. Secondo dati del dipartimento della salute della London School of Economics, ci sarà un aumento di 2,7 milioni di aborti "illegali", praticati insomma senza le necessarie precauzioni.
La pandemia ha portato all’abbandono di altri obiettivi, tra cui l’eliminazione della fame e della povertà, delle ineguaglianze, la promozione della salute pubblica e degli incentivi alla crescita economica. Secondo il Programma alimentare mondiale nel 2021 sono 270 milioni le persone che soffrono la fame, entro la fine dell’anno altri 70 milioni piomberanno nella povertà assoluta. Il Covid ha così cancellato con un colpo di spugna tutti i miglioramenti ottenuti in questo campo dal 2015. Ma non basta, la pandemia ha ridotto drasticamente la raccolta di dati, il 96 per cento degli uffici preposti hanno chiuso i battenti. Ciò significa che una volta usciti dal tunnel del virus sarà difficilissimo avere una mappa dettagliata delle condizioni della popolazione e del pianeta stesso.
L’alternativa proposta è innanzitutto garantire la salute pubblica, e dunque sviluppare strategie ad hoc per prevenire e combattere la prossima pandemia prima che diventi fuori controllo. In secondo luogo, raggruppare gli obiettivi dell’agenda 2030 in sei punti specifici: gli individui (che include l’eliminazione della povertà, il miglioramento della salute pubblica e la diffusione della scolarità); le economie sostenibili; accesso al cibo e nutrizione; accesso a fonti energetiche non più prodotte dagli idrocarburi; sviluppo urbano; l’ambiente e cioè promuovere simultaneamente la bio-diversità ed i cambiamenti climatici. Meno punti ma non per questo più facili da raggiungere.
20.02.2021


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