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Ulteriori accertamenti dell'Eoc dopo la "denuncia"
Nuove verifiche
sul caso delle infermiere
PATRIZIA GUENZI


Una nuova verifica e una perizia esterna. È quanto avrebbe deciso l’Ente ospedaliero cantonale (Eoc). Ulteriori accertamenti, dunque. per arrivare nel giro di un paio di mesi, ma anche meno, a dare una risposta definitiva al gruppo di ex infermiere che nella primavera del 2019 si era rivolto all’ospedale San Giovanni di Bellinzona per denunciare le loro malattie. Dovute, sostengono, alla preparazione di chemioterapici e l’utilizzo di un prodotto contenente della formaldeide senza le dovute protezioni nel reparto di chirurgia negli anni ‘80, ‘90 e inizio 2000. Dopo aver loro risposto, nel febbraio 2020, "non ci sono prove scientifiche né nessi di causalità", ora l’Ente rimette mano all’intera questione.
"Il Consiglio di amministrazione dell’Eoc - conferma al Caffè il presidente, Paolo Sanvido - si sta occupando del tema con estrema serietà, cercando di chiarire eventuali nessi di causalità in maniera obiettiva e senza alcuna prevenzione. Di fronte alla malattia che crea sofferenza ci poniamo con solidarietà e vicinanza alle nostre ex-infermiere". Sulla perizia esterna, Sanvido non conferma né smentisce.
Domani, lunedì, il governo dovrebbe rispondere all’interpellanza di Matteo Pronzini, dell’Mps, inoltrata dopo il primo articolo del Caffè che ha svelato la vicenda.  
Tornando alla lettera di risposta del febbraio 2020, l’Ente riassumeva le conclusioni delle analisi degli esperti e spiegava di "non avere elementi utili per determinare quantitativamente l’esposizione cumulativa alle sostanze considerate, cioè la formaldeide e i chemioterapici". Inoltre, affermava la direzione del San Giovanni, "il loro utilizzo non era continuo, ovvero durante tutta la giornata lavorativa". E ancora: "non abbiamo elementi per determinare che le misure di sicurezza raccomandate all’Ente ospedaliero non corrispondessero allo standard dell’epoca".
Tuttavia, l’Eoc ha una responsabilità che, sottolinea Sanvido, "richiede di prestare la giusta attenzione alla fattispecie dal nostro osservatorio di ‘governance’ rispetto al livello di conduzione operativa dell’azienda, evitando nel contempo di dare la percezione al nostro personale, impegnato giornalmente con dedizione nella presa a carico dei pazienti, di chiudere prematuramente una vicenda che coinvolge ex-collaboratrici senza esserci presi il giusto tempo per accertarci che non ci sia stata violazione di obblighi di tutela dei lavoratori e l’esistenza di un nesso causale tra queste violazioni e le malattie sopraggiunte".
20.02.2021


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