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IL PUNTO di Michel Guillaume
Immagini articolo
Le battaglie di Marty
a favore della giustizia
Michel Guillaume


Questa è la storia di un vero eroe. Il cui valore non è stato riconosciuto a dovere né in Svizzera né nel suo cantone, il Ticino. È stato procuratore, consigliere di Stato, senatore a Berna, ma soprattutto relatore per il Consiglio d’Europa. È sotto questa veste che ha scritto - o piuttosto riscritto - alcuni capitoli della storia mondiale degli ultimi due decenni.
Dick Marty ha appena pubblicato un libro (Une certaine idée de la justice, ed. Favre), in francese, in omaggio a sua mamma che gli ha fatto amare la letteratura francese. Un libro che ha scritto dopo un incidente. Era il 13 novembre 2017, doveva andare a Palazzo federale per essere sentito in merito all’iniziativa per le multinazionali responsabili. Aveva posteggiato l’auto a Lamone, doveva cambiare treno a Bellinzona. Improvvisamente, piomba la nebbia! Si sveglia sette ore dopo in una clinica zurighese. Quel giorno, Dick Marty è vittima di una "amnesia globale temporanea". Allora sente il bisogno di raccontare le sue battaglie. Durante tutta la sua vita - oggi ha 72 anni - ha lottato per la giustizia e la verità. A livello esecutivo, legislativo e giudiziario.
Al Consiglio d’Europa il ticinese era diventato l’uomo delle missioni impossibili. Alcuni lo chiamavano don Chisciotte. I suoi mezzi d’inchiesta erano molto limitati, ma il suo impegno e il suo coraggio hanno ampiamente compensato questo handicap. Nel 2006 è incaricato di redigere un rapporto sulla presunta esistenza di carceri segrete della Cia in Europa. Nessuno crede che dimostrerà alcunché, eppure riesce a rivelare la rete che gli Stati Uniti hanno tessuto nel vecchio continente. Poco dopo, il presidente americano George Bush ammette l’esistenza di queste prigioni. Nel 2008 deve redigere un altro rapporto, sui diritti umani nel Caucaso. Dick Marty racconta questo avventuroso viaggio - effettuato con due limousine blindate, attorniate da auto della polizia -, il surreale incontro con il presidente ceceno Razvan Kadyrov e il suo appuntamento mancato con la militante Natalia Estemirova, assassinata poco prima. Marty dedica il libro a Jobelle, una bimba di 9 anni, chiusa in una gabbia di un centro di detenzione a Manila, accusata di complicità in un traffico di droga. Il suo viso resta impresso nei suoi ricordi. "L’istanza più pura del male è la sofferenza dei bambini", scrive in un racconto dal quale non si esce indenni.
23-09-2018 01:00
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