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IL PUNTO di Michel Guillaume
I due nuovi scenari
degli "anti immigrati"
Michel Guillaume


L a consigliera federale Karin Keller-Sutter due giorni dopo l’ultima votazione, ha lanciato la campagna contro l’iniziativa "per un’immigrazione moderata" dell’Udc. La stessa settimana l’Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (Asin), nella quale è molto preasente il senatore ticinese Marco Chiesa, ha replicato: "Stiamo soffocando", riferendosi a quando la Svizzera avrà presto 10 milioni di abitanti. Il 9 febbraio 2014 l’Udc aveva battuto il Consiglio federale e scioccato l’economia svizzera vincendo la votazione sull’iniziativa "contro l’immigrazione di massa". Era stata approvata di misura (50.3%), ma dalla maggioranza dei Cantoni (14.5). Oggi ci si chiede se l’Udc e il suo braccio armato, l’Asin, saranno in grado di replicare il successo che ha fatto precipitare (e congelato) le relazioni tra Svizzera e Unione europea (Ue).
La tela di fondo è la stessa di sei anni fa: il partito anti europeo lancia un nuovo attacco contro l’accordo sulla libera circolazione. Ma due scenari sono sostanzialmente cambiati. All’epoca l’Udc era stata vaga sulle conseguenze della sua iniziativa, mentre oggi è molto più chiara. Dato che ci vogliono dodici mesi per rinegoziare l’accordo - che l’Ue non accetterà mai - una vittoria dell’iniziativa potrebbe significare la morte della via bilaterale. Il dossier della libera circolazione è legato da una "clausola ghigliottina" ad altri sei accordi del primo pacchetto dei "bilaterali I", che cadrebbero automaticamente.
Un secondo scenario è cambiato rispetto al passato. Il saldo migratorio è diminuito rispetto al 2014. I migranti provenienti dall’Europa sono passati da 61mila e 32mila; quelli arrivati dal resto del mondo sono scesi da 81mila a 55mila.
Keller-Sutter ha assicurato: "La Svizzera limita l’immigrazione allo stretto necessario", anche se non ha nascosto che la libera circolazione non ha solo vantaggi ma può anche preoccupare per il dumping salariale.
Di fronte al Consiglio federale, Udc e Asin stanno a cercando di rendere più verde la loro campagna nel contesto della crisi climatica. Autostrade trafficate, treni affollati, paesaggio cementificato, affitti troppo cari. "L’immigrazione di massa è dannosa per il clima", hanno ripetuto il "patriarca" Christoph Blocher e il presidente dimissionario Albert Rösti. Nel 2014 il Consiglio federale non aveva fatto campagna in Ticino. Con Ignazio Cassis in Governo, il ministro degli affari esteri dovrà partecipare a numerosi eventi. Gli osservatori a Berna pensano che il popolo svizzero respingerà l’iniziativa dell’Udc, ma nessuno vuol scommettere sul risultato in Ticino.
23-02-2020 01:00

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