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IL COMMENTO di Libero D'Agostino
Il Consiglio di Stato
perde ancora la faccia
Libero D'Agostino


Diciamola tutta e fuori dai denti. Con Matteo Pronzini questo Consiglio di Stato sta perdendo la faccia. Prima la perizia del consulente giuridico del parlamento, Tiziano Veronelli, che ha giudicato legittima la richiesta avanzata dal deputato mps nei confronti degli attuali consiglieri di Stato, e dei cinque ex ministri che li hanno preceduti, di rimborsare i 3’600 franchi annui ricevuti per le spese del telefonino.
Più altri benefit come le due mensilità omaggio e il dono di 10mila franchi a fine carriera. Perché si tratta di concessioni del tutto prive di una base legale. Dunque, illegittime.
Un parere giuridico quello di Veronelli che, guarda caso, ha indotto quattro ministri a rinunciare, dopo tante resistenze, ai soldi del telefonino; il socialista Manuele Bertoli vi aveva già rinunciato. Ma questi stessi quattro consiglieri di Stato con una decisione a dir poco maldestra hanno anche deciso di querelare per denuncia mendace e calunnia Pronzini, che aveva di nuovo segnalato alla Procura l’illegalità dei rimborsi telefonici. Un governo che denuncia alla magistratura un deputato per affermazioni e prese di posizioni, pur dure, ma sempre nell’ambito della sua attività parlamentare, denota una singolare e pericolosa concezione dell’esercizio del potere.
Ora un altro brutto colpo per l’immagine del governo è arrivato con un’altra perizia, quella del professore Etienne Grisel, costituzionalista di chiara fama, secondo cui non ha una base legale neanche la cosiddetta "rendita sostitutiva Avs", 22’560 franchi all’anno, percepita dai ministri che, alla fine del loro mandato, non hanno ancora raggiunto i 65 anni per ricevere l’Avs. Quindi, un altro beneficio abusivo perché, come scrive il professore, non è riconosciuto da nessuna legge. Ma c’è di peggio.
È da mesi e mesi ormai che Pronzini e l’Mps stanno conducendo una battaglia sulle pensioni, le indennità e i rimborsi dei consiglieri di Stato. Grazie alle ripetute denunce, interpellanze e interrogazioni "del ragazzo di Lumino che ha imboccato la strada dello spettacolo politico", secondo la definizione del presidente socialista Igor Righini, lentamente, ma in modo molto chiaro, come certificato da queste due perizie, sta emergendo un sistema in cui il governo attuale e quelli precedenti hanno deciso e fatto tutto da soli per riconoscersi dei sostanziosi benefici. In barba al fondamentale principio della divisione dei poteri, per cui avrebbe dovuto essere il parlamento a concedere con una legge questi stessi benefici.
E qui sorge un altro grave problema. Il Gran Consiglio che ha il compito di esercitare l’alta vigilanza sul governo in tutti questi anni cosa ha fatto? Nonostante qualche atto parlamentare avesse già da tempo segnalato una situazione di totale incertezza giuridica sul regime previdenziale dei ministri, sui loro rimborsi spesa e benefit vari. Le varie Commissioni della gestione e il Controllo cantonale delle finanze cosa hanno fatto in tutto questo tempo?
Indubbiamente c’è qualcosa che non va nell’attuale sistema se deve essere un deputato da solo, e senza neanche un gruppo parlamentare alle spalle, a portare alla luce una rete di privilegi ministeriali al di fuori della legge. Per il governo e gli altri partiti Pronzini è ormai come il fumo negli occhi, ma il gran consigliere mps non fa altro che assolvere al suo mandato parlamentare. Da deputato all’opposizione fa opposizione. Certo, dura e, a volte, anche sopra le righe. Ma senza vera opposizione non c’è vera democrazia.
23-09-2018 01:00
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