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21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

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FUORI DAL CORO di Giò Rezzonico
Immagini articolo
Una campagna di voto
senza le grandi sfide
Giò Rezzonico


Mancano solo tre settimane alle elezioni politiche del 7 aprile per rinnovare parlamento e governo cantonali. È vero che siamo in campagna elettorale da anni, perché ogni partito, durante tutta la legislatura, ha cercato di portare acqua al proprio mulino, soprattutto nelle situazioni oggetto di polemiche. Ma speravo francamente che in questi ultimi mesi il dibattito sarebbe diventato più costruttivo e i contendenti più centrati sulle loro visioni inerenti il futuro del Ticino. Invece niente! Il confronto è moscio e di scarsissimo interesse. Eppure in politica è importante avere un progetto a medio-lungo termine, perché in assenza di una visione globale si agisce in modo scoordinato. Avrei voluto sentire dai nostri politici quali sono i grandi progetti per il futuro del Cantone. Invece devono aver pensato che è meglio mantenere un basso profilo, perché le impennate ideologiche rischiano di far perdere voti più che di conquistarne. E poi la politica si gioca purtroppo sempre più su questioni di pancia.
I partiti si presentano, in Ticino come altrove - ma noi siamo stati tristi precursori in questo senso -, divisi in due schieramenti: quelli populisti o sovranisti, che dir si voglia, e quelli storici. I primi, Lega e Udc, sono preoccupati di dare in pasto ai cittadini soprattutto ciò che amano sentirsi dire. Il compito della politica seria sarebbe un altro, quello di individuare, analizzare, rivelare i problemi e proporre delle soluzioni, se necessario anche impopolari. Un compito che toccherebbe ai partiti storici, tentati però anche loro dalla moda di dire alla gente quello che vuole sentirsi dire. Osserviamo così posizioni populiste tra le fila di Ppd e Plrt. Questi ultimi, compiendo a mio parere un grosso scivolone politico, hanno riproposto, in occasione di queste elezioni, l’abolizione del trattato dei frontalieri, rivendicazione che la Lega porta avanti dal 2007. Come scriveva giustamente il collega Clemente Mazzetta sul Caffè del 27 gennaio "se anche il Plrt si rifugia nell’abolizione di un trattato, la cui disdetta compete alla Confederazione, non fa che dar forza alle idee, agli atteggiamenti, alle parole della Lega che su questi argomenti ha basato le sue fortune elettorali".
Quanto ai socialisti, ostaggio dei sindacati, non posso perdonare loro l’alleanza in chiave antieuropea con l’Udc per combattere la firma dell’accordo quadro tra Confederazione e Ue. Dati questi presupposti invece di votare una scheda di partito, mi limiterò a sostenere i candidati che mi sembrano più validi all’interno delle liste dei partiti storici, augurandomi, nonostante tutto, che il Ps mantenga il suo seggio in Consiglio di Stato: dato il sistema elettorale proporzionale, sarebbe un peccato perdere una forza politica storica nel nostro esecutivo.
17-03-2019 01:00
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