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Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
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11.12.2017
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04.12.2017
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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
Putin e Assad
la coppia del terrore
Luigi Bonanate


Più che strana, l’alleanza tra Federazione russa e Siria sembra un pactum sceleris: a guardare le cose come stanno, Assad ha ormai praticamente sbaragliato l’insurrezione iniziata nel 2011 da un fronte di oppositori democratici, ai quali andò fin dall’inizio la solidarietà del mondo occidentale, che però non si è mai impegnato a fondo per aiutarlo. Ma l’entrata in campo della Russia, dapprima timida e poi sempre più invasiva, ha fatto pendere la bilancia a favore del potere costituito, ancorché pochissimo amato dalla popolazione siriana.
Ora, a conti quasi fatti, la Siria si ritrova al punto di partenza. Ma con una differenza spaventosa: 300.000 morti, 10 milioni di profughi, un costo per la prima ricostruzione (abbiamo visto tutti in tv e sui giornali le devastazioni...) di 30/40 miliardi di dollari, tanto per iniziare, senza contare gli incalcolabili danni sociali, morali e culturali. Damasco risulta come la città più antica della storia e il cuore della civiltà mesopotamica: non meritava tanto. Questo insensato ribaltamento della situazione è stato reso possibile dall’imprevista decisione di Vladimir Putin, fondata sulla consapevolezza che la Siria non avrebbe mai potuto cavarsela da sola e senza aiuti esterni. Mezzo secolo fa avremmo immaginato che questo ruolo sarebbe toccato agli Stati Uniti, ma oggi è passato alla Russia, la quale non è più la grande potenza di un tempo e non è ancora (se mai lo sarà) quella del futuro.
Una cosa è certa: la Russia è l’unico Paese al mondo che attualmente svolga una politica a 360°, sia all’interno sia all’estero. Ottiene persino attestati di democraticità, qua e là, sia da capi di Stato sia da istituti di ricerca. Ma il suo Pil è molto inferiore a quello francese e anche a quello italiano; la sua produzione industriale dopo il 1989 è crollata; il benessere della sua società è in continuo declino... Ma contemporaneamente la Russia è il Paese più impegnato in ogni tipo di attività, compreso un continuo sovvertimento delle aspettative: 2 anni fa era quasi in guerra con la Turchia e ora va a braccetto con Erdogan. Ha o sembra che abbia lavorato a favore dell’elezione di Trump, ma ora i due non si sopportano più. Forse qualche cosa di analogo è successo in vari altri casi nei quali gli interventi più o meno segreti dei Servizi russi sono andati a favorire governi, istituzioni e politici che non amano troppo la democrazia. E ora, l’appoggio ormai così intenso e determinante non può non lasciare di stucco il mondo, se non per la scelta operativa e strategica, almeno per quella politico-morale. Pensare che riprenda il potere un dittatore che ha combattuto contro la sua stessa popolazione fa rabbrividire: è verosimile che non compirà vendette contro i suoi sconfitti oppositori? Come ricostruirà un rapporto di fedeltà e di reciproca fiducia con la cittadinanza? Cosa farà, ora che è ritornato in sella, del popolo curdo, che era quasi arrivato all’indipendenza e ora ripiomberà, per l’ennesima volta, nella sua storia, nell’abbandono? Che tutto ciò sia stato reso possibile dall’azione russa non è davvero un bel segno per il futuro.
17-12-2017 01:00

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