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21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
Informazione e politica
hanno perso l'obiettivo
Luigi Bonanate


Se un marziano scendesse oggi sulla terra munito delle istruzioni che un qualche Ufficio-studi interstellare gli avesse fornito se ne tornerebbe subito indietro, convinto di aver sbagliato indirizzo! Ma naturalmente le cose starebbero in tutt’altro modo, ovvero dovrebbe rendersi conto che tante cose sono recentemente cambiate, nel mondo: non l’analisi, ma i fatti, sono oggi sotto scacco. E in effetti, se scorriamo i titoli delle notizie che ogni giorno troviamo sui quotidiani, non possiamo non restarne sconcertati. La colpa non è del giornalista, ma della logica della diffusione delle informazioni in giro per il mondo. Chi di noi ha notizie fresche sulle migliaia di migranti che dall’Honduras alla fine dell’anno vedevamo premere sulla frontiera messicana di fronte a cui Trump voleva e vuole erigere un grande muro? Chi è informato sulle ragioni per cui già 15.000 persone sono state uccise nel conflitto del Donbass ukraino? E chi capisce che cosa stia succedendo nelle diplomazie mondiali nonché nei Parlamenti dei nostri Paesi?
Com’è possibile che l’Inghilterra, dopo aver deciso con un referendum popolare di uscire dall’Unione europea, non riesca a farlo, come se subisse una maledizione come quelle delle favole o dei miti antichi? E chi ci sa spiegare le ragioni dell’attivismo commerciale cinese? Affari? Politica internazionale? Dominazione planetaria? E come mai l’Italia (tanto per fare un nome a caso) ama e odia l’Unione europea, stringe trattati con la Cina ma fa correre il suo Presidente del Consiglio a promettere fedeltà agli Usa? Litiga con la Francia ma rinnova l’ammirazione per le sue bellezze e la sua cultura? Potremmo ampliare a dismisura le prove di questa specie di schizofrenia che sta prendendo la società internazionale, ma più importante è cercare di capirne le ragioni.
La più importante viene da lontano, ma non è per questo meno importante, e riguarda la dissoluzione di un mondo a cui non ha fatto seguito alcun tentativo di costruirne uno nuovo: si tratta della fine del bipolarismo, avvenuta nel 1989, che significò che più nessun principio organizzativo poteva coordinare, limitare, contemperare le soggettività di tutti gli stati: caduti gli sbarramenti, ciascuno se ne poteva andare dove voleva. Libertà? Certo, ma anche indeterminatezza, incertezza, inconsapevolezza. Ciascuno poteva ormai fare affari e accompagnarsi a chi voleva... Ma tutte le scelte furono sempre giuste e ben meditate? Dopo questa scomparsa delle regole, che sovente erano state anche opprimenti o mal viste, ci si ritrovò obbligati ad aprire nuove vie, a fare programmi originali per i quali forse non si era ancora idonei, a commettere dunque anche degli errori.
Siamo bombardati da notizie effimere; le une cancellano le altre e noi non riusciamo più a metterle in ordine. Informazione e vita politica si sono separate e vanno per vie non solo distinte ma contraddittorie. Addirittura, le dichiarazioni degli statisti (e persino del Papa) sono veicolate attraverso dei tweet, distruggendo quell’aura di rispetto e di affidabilità che le contraddistingueva. Sembra difficile costruire una società internazionale pacifica ed equilibrata, in questo modo.
17-03-2019 01:00
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