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21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

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DIARIO di Giuseppe zois
Immagini articolo
Non sono tutto
Wi Fi e Pc tra i banchi
Giuseppe zois


Caro Diario,
nel gran coro di consensi che s’è levato per l’entrata trionfale in classe di Pc e Wi-Fi (47 milioni di franchi, approvati quasi all’unisono dal Gran Consiglio) si sono smarcati - coerenti - i Verdi. Giusto adeguarsi ai tempi: non bisogna aver paura del futuro e della tecnologia che lo orienta, ma decisivo resta tenerne saldamente la barra. Benvenuto ogni passo che porti avanti, ancor più se il Ticino in questo campo si sente nei panni di Cenerentola (abbiamo una velocità di connessione paragonata a quella degli stati dell’Africa del Sud). Nella corsa a colmare il "gap" vanno messi sull’altro piatto della bilancia anche i rischi per la salute e le eventuali perdite di un mutamento (epocale comunque) affrettato.
INNEGABILE che siamo in ritardo rispetto al resto della Svizzera, con carenze logistiche e informatiche e con un quadro che Nicola Pini ha dipinto come molto cupo. Avanti dunque nella corsa al riallineamento con la modernità, ma con giudizio. E questo è il tasto ecologico premuto da Michela Delcò Petralli che è andata controcorrente, come dice il voto (73 sì, 7 astenuti, nessun no). C’è il pericolo dell’elettrosmog, e non è una bufala, tant’è che diverse nazioni stanno frenando. Non secondari altri fattori, quali l’attenzione degli allievi, il rapporto con i libri cartacei e la preparazione dei docenti, nodo gordiano di ogni scuola, ovunque e sempre. Bene Maristella Polli: "qualità della scuola = qualità dei docenti".
OLTRE LA POLITICA, contenti anche gli ambienti imprenditoriali e finanziari, che vedono in questa scelta del Gran Consiglio un avvicinamento alle loro necessità nel mercato di domani, con giovani veloci, già post-digitali. Del resto oggi il 90% degli studenti ha in tasca un cellulare con connessione internet. In una classe media del nostro Cantone solo poche unità non hanno un cellulare. E un genitore di questi "orfani" è giudicato conservatore perché il figlio - privo di un cellulare suo con Whatsapp - resterà tagliato fuori dai gruppi (in compenso ha però tempo di giocare e socializzare dal vivo e non virtualmente).
IO PENSO, caro Diario, che la scuola dovrebbe essere dotata innanzi tutto di mezzi capaci di contrastare le continue distrazioni dei ragazzi che non usano nemmeno più l’orologio perché tanto c’è il telefonino e durante le pause, anziché parlare tra loro, trascorrono i 5 minuti sullo schermo dello smartphone. Forse sarebbe saggio anche impedire questo isolamento, dotando le aule di filtri di sbarramento ai continui messaggi di distrazione. Alcuni genitori scrivono ai figli in orario scolastico convinti che questi abbiano il cellulare in modalità aerea... Forse tutti ci si dovrebbe rendere conto che la scuola, ancor più oggi, esige tempo per apprendere, per ascoltare e ascoltarsi.
17-03-2019 01:00
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